Stitching the stendard

La dama, anzi, le dame che sono ritratte intente nel ricamo di uno stendardo sono due dipinti di Edmund Leighton che si ispirano ad una delle più praticate attività femminili del periodo medievale. La giornata di una donna non era in vero concentrata tutta in questa attività; essa era la padrona della casa dal punto di vista della logistica. A lei spettava impartire ordine ai servi (nelle famiglie più ricche e nei casati nobili) o occuparsi personalmente della gestione della casa e degli eventuali animali domestici; essa tesseva e cuciva i vestiti dei suoi famigliari; si occupava dei figli e della loro salute, crescita ed educazione. Molto spesso, come noteremo proseguendo negli altri dipinti dell’omonimo autore, i soggetti più numerosi sono quelli di sesso femminile. Il ruolo della donna ricoperto in epoca medievale è stato essenziale nella società dell’epoca e non dobbiamo pensare alla donna del Medioevo né come alla schiava del focolare è alla signora altera delle canzoni d’amore del XII secolo.

 

 

La dama qui raffigurata è senz’altro una nobildonna ed il dettaglio dell’immagine fa sembrare il dipinto una fotografia. Difficile conoscere l’identità della donna seduta sullo spazio tra due merli di un muro e lontano si vede un paesaggio ed un altro castello. Secondo le didascalie reperite online la dama starebbe ricamando uno stendardo di guerra per il suo cavaliere, ma non dobbiamo farci ingannare dalle apparenze e pensare che anche all’epoca le donne si dedicassero con tanta passione e devozione ad un lavoro che al primo cenno di battaglia sarebbe stato distrutto. La dama indossa un abito con manica lunga e svasata nella sotto tunica bianca e candida mentre il soprabito o sopra tunica è più corto e senza maniche, con un’ampia scollatura della manica che lascia intravedere la sottoveste. Questo tipo di costume è comune sul finire del XII secolo, soprattutto nell’Europa nord occidentale. Il tessuto dell’abito della dama è probabilmente lino o seta, tessuti leggeri considerando che la dama apparentemente sta trascorrendo il suo tempo all’aperto a ricamare uno stendardo. Essa indossa scarpe chiuse e appuntite davanti, prive di tacco. Il capo della donna è scoperto, cinto da una sottile corona ed i capelli cadono lunghi dietro le spalle fin quasi alla vita. Le donne del Medioevo non tagliavano i capelli come facciamo noi oggi; anzi, esse li tenevano lunghi per acconciarli in modo diverso ogni volta, ma anche perché a portare i capelli corti erano soprattutto le monache [1] (i cui capelli però non si vedevano essendo coperti da un velo grosso e scuro che girava anche intorno al capo) e inoltre il capello cortissimo era anche distintivo delle streghe e delle eretiche, le quali venivano rasate invece in maniera brutale prima di salire al rogo e la rasatura era imposta come umiliazione. Il fatto che dama porti i capelli lunghissimi, sciolti e soprattutto scoperti, fa pensare che essa sia immersa nel suo piccolo mondo quotidiano, in casa, come diremmo oggi. Mentre in pubblico erano quasi costrette a portare i capelli legati e acconciati in trecce e comunque coperti da un velo (obbligatorio in chiesa e durante le funzioni religiose come segno di rispetto), specie le donne del popolo [2], nell’ambiente domestico erano più libere. Inoltre non mancava chi (se pur raramente) anche nell’ambiente domestico amasse, per questioni forse più di moda che per necessità legate all’ambiente in cui vivevano, portare un velo che scopriva il capo sul davanti, come nell’immagine qui sotto; che riprende un’altra dama intenta nello stesso lavoro, ma vestita con un tessuto leggermente diverso. Ad osservare bene le due immagini sembra che siano due “ritagli” di un medesimo ambiente immaginato dal pittore e ritratti secondo due diverse angolazioni. La dama del secondo dipinto indossa un soprabito un po’ più elaborato rispetto alla prima, probabilmente damascato. In proposito non dobbiamo dimenticare che con le Crociate, contrariamente a quanto si pensa, non si interruppero mai del tutto i commerci tra Oriente e Occidente e anzi, proprio dal XII secolo iniziano ad entrare nella moda, francese soprattutto, tessuti nuovi come appunto il damascato [3] ed il broccato [4].

 

Fonti

http://it.wikipedia.org/wiki/Damascato

 

Note

[1] Non dobbiamo pensare che le novizie al momento dei voti venissero rasate a zero come i marines, no, venivano tagliati a livello maschile come simbolo di rinuncia a qualcosa di proprio.

[2] Dovevano coprire dei capelli rovinati e sciupati, non belli da vedere.

[3] Nato originalmente in Cina, deve il suo nome alla città di Damasco in Siria che ne fu grande produttrice ed esportatrice nel XII secolo.

[4] Contrariamente a quanto si pensa non nacque nel XIV secolo, ma era già noto presso i Cinesi ed i Bizantini e Greci. Nei secoli dal IV al VI era realizzato prevalentemente con lino e lana, mentre con l’introduzione della seta a partire dal VI secolo (si crede che sia arrivata in Occidente con Marco Polo nel XIII secolo, ma non è così) il broccato era composto anche da questa fibra. Prima in Oriente e poi via via si diffuse anche in Occidente, la produzione della seta e la sua tessitura permisero la realizzazione di broccati e poi anche damascati (si tratta infatti di due tessuti molto simili che differiscono un poco nella disposizione dei fili della trama) sempre più preziosi. Il broccato era particolare e divenne prezioso proprio perché aveva decorazioni fatte con fili dorati o d’argento. Fu usato nella moda soprattutto nei secoli XIV e XV, ma era noto anche prima, certamente però, non a disposizione di tutti in quanto era veramente molto costoso.

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