I dipinti del Castello di Neuschwanstein

Castello di Neuschwanstein. Fonte Wikipedia, Wikimedia commons. 

Costruito alla fine del XIX secolo e situato nel Sud-ovest della Baviera nei pressi di Füssen, nella località di Schwangau, il castello di Neuschwanstein ospita sulle mura delle sue bellissime camere alcuni dipinti ispirati alle saghe del Medioevo e tra queste ricordiamo in particolar modo quella di Tristano ed Isotta e quella di Parzival (il Parsifal arturiano). In vero le saghe ispirate al Medioevo sono molte di più nel castello, ma si è preferito fare ricadere la scelta sulle due più famose in assoluto al pubblico. Le altre saghe espressamente riguardano Il ciclo del Nibelungo (e la storia d’amore tra Sifrido e Crimilde) e la Leggenda di Tannhäuser, ovvero il cavaliere errante. Gli episodi riguardanti la vita e le leggende norrene, tra cui quella dei Nibelunghi sono state dipinte nel castello da Wilhelm Hauschild negli anni ’80 del XIX secolo e i personaggi sono illustrati con costumi più classici e fantastici che medievali e per questo motivo non sono stati scelti in questo progetto. La Leggenda di Tannhäuser si ispira, andando a ritroso nel tempo, ad un’opera di Wagner (Tannhäuser und der Sängerkrieg auf Wartburg) ispirata a sua volta alle due leggende tedesche di Tannhäuser e delle gare poetiche dei cantori della Wartburg. I temi chiave sono l'opposizione fra amore sacro e profano, e la redenzione tramite l'amore (tema presente in molte opere di Wagner). Tannhäuser fu un poeta tedesco, erede dei Minnesänger [1] dei cui temi si servì per scrivere le sue opere. Nato a Salisburgo da una nobile famiglia di cavalieri, partecipò alla sesta crociata del 1228, al séguito dell'imperatore Federico II di Svevia. Secondo una leggenda che fu poi alla base dell’opera di Wagner, Tannhäuser trovò il regno sotterraneo di Venere e stette con lei per un anno intero; pentitosi dei gravi peccati con lei commessi fece ritorno sulla terra per compiere un pellegrinaggio fino a Roma dove chiese perdono a Papa Urbano VI, il quale gli rispose che il perdono sarebbe venuto solo e soltanto se il bastone del cavaliere peccatore fosse mai fiorito (impossibile per un bastone secco). Quando il cavaliere tornò a Vienna il suo bastone fiorì, aveva ottenuto il perdono dei peccati. I dipinti del Tannhäuser sono stati realizzati ad opera di Joseph Aigner e i personaggi sono tutti raffigurati con costumi collocabili alla fine dell’età classica alcuni e verso la fine del Medioevo (XIV secolo) altri, essendo le armature quelle complete con tanto di corazza tipiche dei tornei medievali. L’insieme dei personaggi dell’opera dipinta sono nel Castello di Wartburg [2], ma non è la stessa opera del castello di Neuschwanstein dove i colori sono più vivaci ancora e le immagini più nitide, anche per via del miglior stato di conservazione. 

Figura 1 - Moritz von Schwind: Der Sängerkrieg, 1855 (La gara dei cantori)
 

I dipinti e le saghe di Neuschwanstein:

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Fonti bibliografiche

Note

[1] Era un tipo di componimento lirico, spesso una canzone, scritto in tedesco nel periodo fra il XII secolo e il XIV secolo il cui principale soggetto era l'amore. La voce deriva dall'Alto tedesco medio minne (amore) e sang (canto). I compositori e i cantori di minnesang erano detti Minnesänger ed erano simili ai trobadores francesi. Essi scrivevano poesie d'amore nella tradizione germanica dell'Alto medioevo.
[2] Wartburg è il nome di un castello della Turingia (Germania), fatto costruire nel 1073 dal langravio Ludwig der Springer. Secondo la leggenda le prime costruzioni risalirebbero addirittura al 1069 ma i primi documenti risalgono al 1080, quando l’arcivescovo di Marseburg lo nomina nel suo libro riguardante le guerre sassoni "De Bello Saxonico" in cui scrive anche che l'accampamento militare temporaneo del re Enrico IV è situato proprio presso Wartburg. Grazie successiva deforestazione, abbinata ad intelligenti mosse politiche, acquisizione di nuovi terreni oltre a sagge politiche matrimoniali, la famiglia dei conti della Turingia cresce in potere e successivamente acquistano il titolo di Langravi ed iniziano anche le opere, nel 1155, della costruzione del palazzo che ancora oggi mantiene l’aspetto romanico. Dal XIII secolo in poi il castello viene anche citato nei Minnesänger e diventa il centro della corte della Turingia. Sempre nello stesso periodo presso questo castello visse Santa Elisabetta, principessa ungherese, langravia di Turingia in virtù del suo matrimonio con Ludovico IV, legata a Federico II di Svevia da lontani vincoli di parentela. Rimasta vedova, entrò nel Terz'Ordine Francescano dedicandosi a varie opere di carità. È stata proclamata santa da papa Gregorio IX nel 1235. Nel 1247 morì l’ultimo Langravio e nel 1317 un terribile incendio distrusse i piani del castello ricostruiti nello stesso periodo.

1 commento:

  1. sono entrato proprio casualmente e non riesco ad uscirne più...ho il tempo contato e sto facendo tardi ad un impegno inderogabile per "colpa" vostra...mi ripropongo di visitarvi presto e vi ripongo per un po' tra i preferiti.
    Molti complimenti

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