The hostage (l’ostaggio)

 

Eccoci di nuovo qui, probabilmente nello stesso luogo immaginato dal pittore, lo stesso castello che vediamo con altre angolazioni negli altri dipinti di Leighton. Se ci facciamo caso notiamo che il luogo è circa lo stesso dei tre dipinti precedentemente descritti e che riportiamo qui sotto per comodità:

 

Figura 1 – A sinistra i dipinti di Stitching the stendard I e II e a destra Shadows. Notate la porta della torre e l’angolazione, i merli soprattutto, sono praticamente identici, anche se cambia un poco la forma della porta nel dipinto Shadows, che è rettangolare mentre negli altri dipinti è ad arco e da su di una scala a chiocciola.

 

Potrebbe essere lo stesso luogo? Se sì è immaginario o reale? Difficile a dirsi, non abbiamo trovato fonti che attestino che Leighton avesse realizzato le opere ispirandosi all’ambiente circostante un castello di un luogo preciso, ma doveva essere un luogo caro o comunque noto, famigliare al pittore per ambientarvi il suo medioevo, come lui lo percepiva. Nel dipinto Hostage vediamo una fanciulla che guarda oltre i merli, come farebbe un prigioniero, e delle donne, che probabilmente l’hanno in custodia, che si occupano di ricamo (le due infondo alla scena) mentre un’altra, la più anziana d’età, ammonisce la giovane perché si distragga. Nella scena vediamo anche una bimba, in fondo a destra, accanto alle due giovani che ricamano, con una bambola in mano che gioca.

A destra le donne son vestite con soprabiti o sopra tuniche comuni in tutto il Medioevo, tuniche semplici e con decorazioni semplici (dama con abito giallo e dama con abito verde, mentre la dama più anziana indossa una tunica molto semplice a maniche svasate di color mattone) comuni un po’ in tutta la moda medievale, anche la chiusura davanti degli abiti è quella tipica delle dalmatiche femminili, in particolare dell’Alto Medioevo. La dama con l’abito color mattone ha però una sottoveste o sotto tunica realizzata con un tessuto prezioso, oro e blu, che contrasta parecchio col colore dell’abito e il bianco del velo. Inoltre si osservano altri due particolari: la dama con abito giallo ha esattamente lo stesso abito della dama del secondo dipinto di Stitching the stendard e l’acconciatura della dama del primo dipinto dal titolo omonimo; mentre le tre donne hanno abiti lunghi che coprono i piedi la fanciulla che è anche l’ostaggio, ha una tunica molto più corta, povera anche se con decorazioni semplici nella sopra tunica e la sottoveste ha maniche tipiche del periodo che va dal XIII al XIV secolo.

Gli abiti giallo e verde delle due dame del dipinto sono realizzati con tessuti difficili da reperire in commercio anche se per il vestito verde, dove i disegni non sono chiari, sarebbe già più facile reperire un broccato verde con motivi argento (fiori, meglio gigli). La dama con abito marrone inoltre è la sola a portare un copricapo, tutte le altre hanno il capo scoperto; cosa insolita nel Medioevo, nella moda in generale, anche se le fanciulle portano ognuna una specie di coroncina. Per la sottoveste della dama con abito color mattone e velo bianco si può utilizzare un broccato blu e oro, ma va bene (ed è più facilmente reperibile in commercio) anche un damascato blu e oro, da utilizzarsi sul lato dove lo sfondo è oro con i motivi blu. Il velo è realizzabile con seta (georgette di seta) o lino leggero.

0 commentarium:

Posta un commento

Gentile Viandante, il tuo commento sarà pubblicato non appena approvato dall'Amministratore entro 24h.
Si raccomanda di non usare questo spazio per fare commenti o domande su argomenti che non centrano con quanto scritto nel post che ti accingi a commentare. Se hai delle richieste specifiche clicca qui: Scrivici. Non si risponde tramite questo servizio poiché non sempre vi è la certezza che l'utente riceva o legga la risposta. Puoi usare questo spazio anche per esprimere apprezzamenti, nel rispetto delle norme della buona educazione e del regolamento del sito.